Antonio Rega – Desiderio
Non bisogna ne perdere e ne lasciare il cammino di ciò che si desidera.
Non bisogna ne perdere e ne lasciare il cammino di ciò che si desidera.
È noioso essere adorati. Le donne ci trattano come l’Umanità ha trattato le sue divinità. Ci adorano e ci tormentano sempre affinché facciamo qualcosa per loro.
Il gran desiderio d’un cuore inquieto è di possedere interminabilmente la creatura che ama o di poterla immergere, quando sia venuto il tempo dell’assenza, in un sonno senza sogni che non possa aver termine che col giorno del ricongiungimento.
L’oggetto più comune diventa incantevole non appena lo si cela.
Lo stato che chiamiamo realizzazione è semplicemente essere se stessi, non conoscere o diventare qualcosa. Colui che si è realizzato… non può descrivere quello stato. Può solo esserlo.
Io non lo voglio, si può anche suicidare. Gliela do io la corda per impiccarsi.
Il desiderio di ciò che non hai, non ti permette di godere ciò che hai.