Antonio Rega – Vita
Non sempre l’addio è distruttivo, a volte può essere una salvezza.
Non sempre l’addio è distruttivo, a volte può essere una salvezza.
Non tutti nel vivere varranno Oro, ma in tutti alberga un grande Tesoro.
A volte i momenti belli fanno più male di quelli brutti.
“Cercasi persona desiderosa di avere un incontro intimo con le mie ansie, le mie paure, i miei sbalzi d’umore e le mie sfaccettature. Una persona che voglia ascoltare le mie tante anime insicure, e vivere dentro a quelle” giornate no “in cui non ho voglia di uscire e che sciolga le maschere messe per difendermi da quelle sere che ti vengono a cercare con l’unico scopo di farti male. Una persona che non mi voglia capire ma mi sappia accettare, una persona a cui poter far vedere la mia collezione di” lieti fine “una persona che non mi dia risposte ma dica una cosa solamente:” è ora di aprire le porte, non lo senti che fuori c’è la felicità che bussa forte? “
Si dice che dove finisce l’arcobaleno comincia la fortuna. Io penso che entrambi in realtà non finiscono mai, ma camminano insieme. L’arcobaleno simboleggia infatti i colori che riesci a dare alla tua vita, e la fortuna il poter godere fino in fondo di questi colori. Non c’è arcobaleno senza fortuna, ma soprattutto non ci può essere fortuna senza arcobaleno. Ma entrambe esistono perché siamo noi a dare loro forma ed essenza.
Qualcuno si ostinava a ripetermi che ero vivo, nonostante tutto. Ma. Non ero vivo, un dilazione di vita concessami, con scadenza termine, siamo pochi noi “vivi per miracolo” altro non so, o meglio non ricordo, ricordo solo che sono vivo questo “dettaglio” è sufficiente per farmi riflettere e confrontarmi spesso con il riflesso che vedo allo specchio che con con aria saccente, mi dice che “tutto è vero” anche se mi ostino a non riconoscere la verità, ammesso che una qualsiasi verità esiste ancora. Never back down. Ci sono quei giorni che hai voglia di scriverlo. Ci sono quei giorni che dopo una discussione con amici ritornano alla mente quei posti dove la dignità dell’uomo è violentata ripetutamente dalla stupida umana follia, ossessionata del potere. Dove non sempre si pagano i propri errori. Dove le persone sono dimenticate, dalla vita. Mi sembra di vederli ancora passare in divisa con gli occhi di ghiaccio, con il volto impregnato dall’odio. Dalle loro labbra sputano fuori veleno e disprezzo per i nostri corpi stanchi. Sei anime in quella stanza, tutte unite da un’unica speranza: la libertà! Marchiati come bestie, divisi come schiavi.
Non c’è un processo di evoluzione mentale se non c’è sofferenza e non ci sono conflitti.