Antonio Rega – Vita
Ho sempre avuto una vita ad alto regime. Ora che non sei più con me, non ho più niente.
Ho sempre avuto una vita ad alto regime. Ora che non sei più con me, non ho più niente.
La morte è quando non sentiamo più la vita scorrere dentro di noi.
I giorni passano e sembrano infiniti, ma sappiamo bene che dove c’è un inizio ci deve essere per forza una fine.
Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario.
Basta osservare quello che sta accadendo in Jugoslavia, c’è lo stesso razzismo, la stessa barbarie: è la vittoria di Hitler dalla tomba. E un’altra volta l’europa occidentale volge gli occhi da un’altra parte.
La nostra essenza sembra consistere nell’essere cortigiani in una reggia che chiamiamo vita, in cui ognuno di noi ha il proprio giullare dai mille nomi: per i folli è la passione violenta, per i cinici il potere, per i poveri in spirito è l’invidia, per gli insicuri la paura. Riconoscerlo significa zittirlo. Essere guardato in faccia per lui è la fine: da quel momento iniziamo a ridere noi, tornando ad essere i re e le regine nella nostra unica reggia.
La vita è una nave che anela il mare eppur lo teme.