Antonio Rinaldi – Vita
Prima di noi c’è il nulla, poi c’è la vita, poi, di nuovo il nulla, la morte ha solo un attimo di vita.
Prima di noi c’è il nulla, poi c’è la vita, poi, di nuovo il nulla, la morte ha solo un attimo di vita.
I barboni sono randagi scappati dalle nostre case, odorano dei nostri armadi, puzzano di ciò che ci manca. Perché forse ci manca quell’andare silenzioso totalmente libero, quel deambulare, perplesso, magari losco, eppure così naturale, così necessario, quel fottersene del tempo meteorologico e di quello irreversibile dell’orologio. Chi di noi non ha sentito il desiderio di accasciarsi per strada, come marionetta, gambe larghe sull’asfalto, testa reclinata sul guanciale di un muro? E lasciare al fiume il suo grande, impegnativo corso. Venirne fuori, venirne in pace. Tacito brandello di carne umana sul selciato dell’umanità.
Elemosinar tempo per vivere i sensi è morte.
Gioca il vento tra i capelli di chi ha superato il proprio tifone.
Ho cercato di mettere ordine e di seguire le regole, ma non ho trovato il risultato dell’equazione. Continua ad essere una meravigliosa ma caotica incognita questa vita per me.
In questo nostro breve tempo chiamato “vita” facciamo in modo che sia infinito.
Nulla si sa, tutto s’immagina.