Aristotele – Amico
Ci si dovrebbe comportare con i propri amici come noi vorremmo che si comportassero con noi.
Ci si dovrebbe comportare con i propri amici come noi vorremmo che si comportassero con noi.
Quando non c’è più rimedio è inutile addolorarsi, perché si vede ormai il peggio che prima era attaccato alla speranza. Piangere sopra un male passato è il mezzo più sicuro per attirarsi nuovi mali. Quando la fortuna toglie ciò che non può essere conservato, bisogna avere pazienza: essa muta in burla la sua offesa. Il derubato che sorride, ruba qualcosa al ladro, ma chi piange per un dolore vano, ruba qualcosa a se stesso.
Eccomi qui… di nuovo a parlare di te, di te che non ci sei. Non è vero che non vuoi esserci, solo non puoi. Il tempo non ti ha portato lontano, sei sempre vicino, vicino a me e al mio cuore… non ti preoccupare io aspetto… e quando tornerai so che sarai per sempre mio, prigioniero del mio cuore.
Che ci posso fare se amo chi resta. Se amo le persone che non dicono solo ci sono, ma al mio fianco ci restano. Che ci posso fare se non porto rancore, se alla lunga amo più il mio sorriso e il mondo colorato intorno. Che ci posso fare se da alcune persone poi mi stacco, senza dispetti o altro, perché a nascondino si giocava da bambini, adesso non più. Che ci posso fare se sono un ammasso di imperfezioni ma “tutto cuore”. Mi amo così fragile, imperfetta e strana. Vivo tutto di pancia e cuore, piango davanti ad un buon libro, un’emozione inaspettata, un film o di fronte a “buone intenzioni”. Mi chiudo se non vedo o leggo rispetto o semplicità e verità. Sono così e non cambio. Sono così e non ho intenzione di cambiare.
Tutto ciò che è davvero desiderabile è per gli uomini impossibile; tutto ciò che è…
Mostrami che sei migliore, e vedrai come ti piacerò.
Credi sempre a tutto, al nemico, all’amico, al conoscente a al deficiente. Lascia che la…