Aristotele – Comportamento
Noi siamo quello che facciamo costantemente. L’eccellenze quindi non è un atto ma un’abitudine.
Noi siamo quello che facciamo costantemente. L’eccellenze quindi non è un atto ma un’abitudine.
Ho cinque bypass, ragazzi, vi prego, non fumate. Non fumate!
Ti piace essere sempre all’altezza!? Beh, non a tutti riesce bene.
Vi ho visto ridere di fronte alle mie cadute, gioire per il mio dolore e fregarvene del male inflittomi e delle conseguenze che esso recava. Vi ho visto calpestare quel poco di bello che avevo, distruggere i miei pregi e le mie qualità per indossarle con squallore, senza sapere nemmeno i sacrifici che sono costate sulla mia pelle. Vi ho visti fieri del male che donavate e covare rabbia e rancore, gelosia e invidia nel vedere che malgrado le botte, le pugnalate, le offese e le cattiverie ero ancora in piedi. Fanculo! Fanculo a tutti quelli che pensavano che io non avrei resistito, che sola me ne sarei rimasta a piangermi addosso. Ho imparato ad alzare il culo, a lottare e a raggiungere i miei obiettivi. Ho imparato che quelli come “voi” sono lo scarico della società. Che si piange e si lotta per cose che valgono e che porti nel cuore e voi nel mio cuore non siete mai entrati!
Quando guardiamo una persona, in realtà non vediamo quella persona: pensiamo soltanto di vederla. Quel che vediamo è qualcosa che abbiamo fissato nella nostra mente. Riceviamo un’impressione e ci atteniamo a quell’impressione, continuando a guardare quella persona attraverso il filtro di quell’impressione. E questo lo facciamo quasi con tutto.
Quando l’uomo colonizzerà, perché costretto ad abbandonare la Terra, un lontano pianeta nello spazio infinito; saprà quante baggianate sono state indottrinate al popolo durante il periodo terreno.
Che importa quello che faccio? Domandatemi quello che penso.