Artemisia Pirla – Morte
Se tu sai il mio nome, un giorno ci rivedremo in cielo e potremo ancora stare insieme.
Se tu sai il mio nome, un giorno ci rivedremo in cielo e potremo ancora stare insieme.
Mentre qualcuno festeggia una nascita, un compleanno o una rinascita. Qualcun altro muore.
C’è un gioco sottile nel risveglio. Una fase in cui la morte ti corteggia, lusingandoti, per protrarre il sonno e convincerti a non svegliarti mai più. La morte ha la prima mano. Ti presenta caleidoscopicamente ciò che ti attende non appena avrai aperto gli occhi. Di che sudare freddo in un letto caldo. Poi, ti fa una controproposta: ti invita a tenere gli occhi chiusi, come se tu fossi il testimone di un imminente delitto mafioso. Quindi, gioca la carta del torpore: un asso pigliatutto che si porta via i tuoi progetti per il passato, ramazza l’angoscia di un presente onnipresente come Dio, ti assicura che nel futuro, per tua fortuna, non ci sarai.
Quando le giornate sono bruttissime, aleggia un’aurea di morte: piove, è tutto grigio… e quel senso di tristezza mi pervade.
La vera presunzione è nel voler cambiare la natura delle cose, credendo di conoscerla.
Il miglior addio che possiamo dare è quello di lasciare un buon ricordo di noi.
Da ogni altra cosa è possibile metterci al sicuro, ma rispetto alla morte noi tutti abitiamo una città senza mura.