Arthur Miller – Società
Un buon giornale, suppongo, è una nazione che parla a se stessa.
Un buon giornale, suppongo, è una nazione che parla a se stessa.
Che cos’è che ha trasformato i proletari e i sottoproletari italiani, sostanzialmente, in piccolo borghesi, divorati, per di più, dall’ansia economica di esserlo? Che cos’è che ha trasformato le “masse” dei giovani in “masse” di criminaloidi? L’ho detto e ripetuto ormai decine di volte: una “seconda” rivoluzione industriale che in realtà in Italia è la “prima”: il consumismo che ha distrutto cinicamente un mondo “reale”, trasformandolo in una totale irrealtà, dove non c’è più scelta possibile tra male e bene. Donde l’ambiguità che caratterizza i criminali: e la loro ferocia, prodotta dall’assoluta mancanza di ogni tradizionale conflitto interiore. Non c’è stata in loro scelta tra male e bene: ma una scelta tuttavia c’è stata: la scelta dell’impietrimento, della mancanza di ogni pietà.
È dai falliti e dagli sconfitti di una civiltà che se ne possono meglio giudicare le debolezze.
Il successo di qualsiasi popolo è dovuto all’unità e il sostegno di tutta la loro nazione, una nazione che non ha l’unità e sostegno sarà per sempre sotto il dominio dei suoi nemici.
La persecuzione antiebraica è solo uno degli aspetti del razzismo nel mondo, ma ne è stata l’espressione più orribile.
L’unica libertà concessa all’uomo è quella di sentirsi schiavo.
L’uomo Ingiusto costruisce le gabbie per controllare la Libertà, ma in tal modo anch’egli ne finisce prigioniero.