Arthur Schopenhauer – Religione
Se a un Dio si deve questo mondo, non vorrei essere nei suoi panni; il dolore e le ingiustizie che vi regnano, mi strazierebbero il cuore.
Se a un Dio si deve questo mondo, non vorrei essere nei suoi panni; il dolore e le ingiustizie che vi regnano, mi strazierebbero il cuore.
La mitezza è un atteggiamento dell’uomo da non confondersi con l’indifferenza o la debolezza.
La fede è l’uccello che sente la luce e canta quando l’alba è ancora oscura.
Tutte le fazioni religiose sono vulcani pronti ad esplodere.
Sì, doveva essere andata così, la creazione era un magnifico sforzo per vincere la solitudine.
Il cuore parla al cuore.
Il paganesimo greco, religione potente e vitale, comincia dalla sibilla e finisce con la strega. La prima, vergine bella e luminosa, lo cullò circondandolo d’una magica aureola. Più tardi, deluso, malato, nelle tenebre medievali, per deserti e boschi, la strega lo protesse e, pietosamente, gli diede il nutrimento che lo tenne in vita. Così, per le religioni, la donna è madre, custode amorosa e nutrice fidata. Gli stessi dèi, come gli uomini, nascono e muoiono sul suo grembo.