Arturo Donadoni – Arte
Il pittore, è un uomo che dipingeo è pittore?Il poeta, ò un uomo che scrive poesieo è poeta?Forse l’uomo è pittorel’uomo è poetaMa il pittoreil poetaè l’uomo?
Il pittore, è un uomo che dipingeo è pittore?Il poeta, ò un uomo che scrive poesieo è poeta?Forse l’uomo è pittorel’uomo è poetaMa il pittoreil poetaè l’uomo?
Attraverso l’arte noi esprimiamo la nostra concezione di ciò che la natura non è.
L’arte non è una forza, è soltanto una consolazione.
Questa tragedia grandiosa che chiamiamo arte moderna.
In arte le buone intenzioni non hanno il minimo valore. Tutta l’arte peggiore è il risultato di buone intenzioni.
Se si parla di pittura sono d’obbligo Magritte, Permeke e, subordinatamente, Topor. Da evitare Picasso, e persino Pollok, forse anche Rauschenberg e Wahrol. Ammessi invece Kandinsky e Klee; semmai un patetico ricordo di Cy Twombly del periodo romano. Ottimo è, per l’Ottocento, confessare un debole per De Nittis e Boldini, persino per Michetti, e ovviamente per Fattori. Si va sempre bene ora con Boccioni, Balla, il primo Carrà. Fra gli scultori, con Moore non si sbaglia mai; glissare su Manzù e semmai ostentare una qualche nostalgia per Medardo Rosso. Se si parla di musica, evitare gli ovvi entusiasmi per Bach, Beethoven, Mozart; Debussy è sempre ottimamente quotato. Con Mahler si va sul sicuro. Ma Schonberg, la dodecafonia, e persino Nono sono argomenti rischiosi, meglio evitare. Ora si è invece tranquilli con Respighi. All’ovvio Verdi è sempre preferibile Donizetti, se non addirittura Puccini. Con Rossini non si sbaglia mai.
L’arte è realistica come l’attività, e simbolica come il fatto.