Arturo Donadoni – Filosofia
Pretendo che tutto mi sia concesso, e non m’avvedo che tutto mi è già stato dato.
Pretendo che tutto mi sia concesso, e non m’avvedo che tutto mi è già stato dato.
Colui al quale i pregiudizi correnti non suonano paradossali, non ha ancora sufficientemente riflettuto.
Lo so che l’uomo sa essere grandiosamente intelligente quando decide di essere solo un uomo, ma mi chiedo come ancora la storia non sia riuscita a farci capire che Dio, il mondo, la televisione, quello strano essere pericoloso che chiamiamo il popolo, la civiltà e tutte le altre parole in nome delle quali sacrifichiamo la nostra individualità, non sono altro che nomi attraverso i quali, chi riesce a porsi a capo e protettore, controlla le nostre vite, sempre in nome di quell’ordine, in nome appunto di quel funzionare che in realtà rende tutto meno autentico.
Tutto ciò che scorre è vita, l’immobile è morte.
La domanda è: chi è che domanda.
La grazia non si conquista con i meriti, ma per bontà di chi la dona.
I nuovi mali: “patriottismo o razzismo della marca” ovvero dire che è roba buona solo perché c’è scritto che viene dalla nostra nazione e non comprare altro.