Arturo Donadoni – Lavoro
C’è chi si reputa professionista perché si fà pagare, e c’è chi si fa pagare perché professionista.
C’è chi si reputa professionista perché si fà pagare, e c’è chi si fa pagare perché professionista.
Il lavoro è uno dei tanti modi per allontanare il pensiero della morte.
La felicità è improbabiletroppe cose devono coincidere.
Nella mia infanzia da adolescente non ho mai avuto amici, per impegnarmi nello studio e portare a casa bei voti, mi sono fatto largo tra tutte le difficoltà e dopo tanti anni mi sono laureato in medicina. “E ora che lavoro fai?” “Il muratore”.
Beethoven è stato definito un genio. Ma non si deve dimenticare che la sua genialità era basata su un continuo sforzo. Tutto dipende da un forte impegno e dalla tenacia. Non si può diventare una persona di valore con un atteggiamento noncurante, pensando che in qualche modo le cose si aggiusteranno. Il motto di Beethoven era infatti: “Non un giorno senza una riga.” Ogni giorno puntualmente egli scriveva musica. Il grande musicista non arriva mai al tramonto senza aver lavorato con assiduità. Sfidarsi costantemente è fonte di grande forza.
Una delle difficoltà sul lavoro è distinguere tra il non aver nulla da fare e il non aver voglia di fare nulla.
Il tempo non crea ricchezza. Un buon lavoratore va a casa presto. Si tira tardi per coltivare relazioni e fare carriera: Il contrario di un sistema meritocratico. I risultati dell’overtime? Perdita di efficienza, creatività e rinuncia alle risorse migliori. Un’azienda in cui si sta troppo in ufficio, di fatto, punta sulla fedeltà a scapito della qualità e della produttività.