Jean-Paul Malfatti – Lavoro
Sono così impegnato che non ho tempo nemmeno per il non avere un cazzo da fare.
Sono così impegnato che non ho tempo nemmeno per il non avere un cazzo da fare.
La cultura della pace o della guerra comincia a casa nostra, poi si allarga e si passa alle case dei nostri vicini, estendendosi a quelle della nostra villa, del nostro paese, della nostra città e della nostra comune fino a propagarsi come un’onda possente per tutta la nazione, finendo per influenzare i popoli di tante altre nazioni del mondo. Ed è per questo, proprio per questo, che tanto l’una come l’altra dipende da noi, solo da noi… da ognuno di noi.
Non mi faccio spaventare dagli incubi che ogni tanto mi assalgano anche quando sono sveglio, ma devo ammettere che ho un po’ di paura di aver paura di chi o di ciò che è in grado di provocarmeli, nonostante la mia assidua ed attenta vigilanza.
Chiudersi in sé, consacrarsi esclusivamente al lavoro, significherebbe fare del proprio io una prigione.
Se le scimmie avessero le ali, le tempeste di merda non sarebbero roba solo da politici cacasotto e pasticcioni.
A volte si lavora anche per gli interessi altrui.
Il criminologo non ha nessuna competenza psichiatrica effettiva, osserva la psiche senza avere i titoli per farlo. E anche se fosse, su dieci psichiatri ai quali affidi lo stesso caso, puoi trovare dieci risposte diverse. E tutti quelli che alimentano il circo della morbosità su Cogne spendono, con ingiustificabile sicurezza, delle libere interpretazioni soggettive che possono variare ogni secondo. E quel certo esprimersi assertorio di questi presunti scienziati dell’investigazione psicologica, la dice lunga: questa sicurezza espressiva è proprio un indice di incompetenza.