Assunta Caruso – Comportamento
L’incoerenza è figlia dell’ipocrisia.
L’incoerenza è figlia dell’ipocrisia.
Pochi ascoltano ciò che dici, tutti guardano ciò che fai, tutti parlano e pochi tacciono! E per quel che dicono è meglio che tacciano!
Siamo noi, siamo le anime sempre in cerca di qualcosa di migliore che allo stesso tempo pensano di avere già tutto. Siamo noi, siamo i viaggiatori di un tempo perduto che amano odorare i cieli puliti ed osservare i profumi delle parole degli altri. Siamo noi, siamo le spighe di grano che tendono i propri pensieri verso l’umiltà delle stelle, senza logiche o schemi. Siamo noi, siamo coloro che non amano viaggiare in prima classe ma coloro che trovano le proprie comodità nelle correnti d’aria riciclata. Siamo solo noi invece, non siamo coloro.
Parlare è una cosa che tutti sanno fare, dire qualcosa di interessante è un dono di pochi.
I gesti sono il linguaggio del corpo che esprime il suo monologo.
L’inatteso mette alla prova il mio buonsenso, mentre l’abitudine rimane in balia del nulla.
Anche la comunicazione presenta i suoi squilibri. La migliore comunicazione è basata su un sostanziale equilibrio, correlato alla funzione del messaggio. Ogni comunicazione presuppone che ci sia almeno un emittente e un destinatario. Entrambi devono collocare la propria capacità comunicativa in quell’equilibrio delimitato dall’ascolto e dal comunicare. Purtroppo a volte sussistono degli squilibri ove l’emittente tende a comunicare, quindi a comportarsi come una valanga che travolge il destinatario e al tempo stesso presenta un’altra defaillance correlata ad un’incapacità parziale o totale di ascolto.