Barbara Brussa – Sogno
Quante volte ci sentiamo accarezzare la pelle nuda dell’anima, dalle dolci mani d’un sogno, mentre l’inclemente realtà ci sta sfacciatamente prendendo a pugni.
Quante volte ci sentiamo accarezzare la pelle nuda dell’anima, dalle dolci mani d’un sogno, mentre l’inclemente realtà ci sta sfacciatamente prendendo a pugni.
Dove vanno a finire le lacrime non piante, le parole non dette, i baci non dati, i desideri mai appagati? Forse, cadono nelle voragini del cuore, laddove sono sepolti i rimpianti e i sogni rimasti incompiuti. Là, dove i loro lievi lamenti produrranno echi senza fine.
E tu resterai il pensiero più bello nelle notti in cui mancherà la voglia di dormire e la forza di sognare, ti terrò in un angolo del cuore per riportarti fuori alla luce della luna, quando sarò troppo stanca per sperare e troppo amareggiata per provare ancora una volta ad amare, e allora sarai tu a darmi nuova forza.
La notte dormo, sognare mi disturba il sonno, perciò non sogno. Di giorno poi medito e comunque non sogno.
Preferisco essere un sognatore tra i più umili, con visioni da realizzare, piuttosto che il principe di un popolo senza sogni né desideri.
Dio creò il Mondo sferico in modo che non avesse confini… purtroppo creò anche creature talmente stupide da porre dei limiti anche dove non v’era bisogno.
Primavera infagottata di ultime gocce di pioggia… come sospiri che scacciano il grigio dei pensieri prima di sorridere al ritrovato tepore di sogni.