Barbara Brussa – Vita
Le orme più profonde, nei nostri cuori, le lascia chi vi cammina sopra dolcemente e con amore… segnando il nostro cammino, puntellando di stelle i nostri cieli.
Le orme più profonde, nei nostri cuori, le lascia chi vi cammina sopra dolcemente e con amore… segnando il nostro cammino, puntellando di stelle i nostri cieli.
E poi i minuti sembrano macigni che non ti abbandonano mai, le ore sembrano non passare, mai i pensieri, quelli stronzi, si danno sempre il cambio.
Bisogna ricordarsi del passato ma non al punto che esso viva nel presente così da condizionare poi il futuro.
La vita stessa è il vostro maestro.
Sì, sono morto, sono tornato. Ho imboccato la luce, carezzava le membra nello stretto cunicolo lucente. Ho librato fuori dal tempo nella luce placato dall’ineluttabile destino. Scia di luce ch’è vita bisognosa di vita per vivere. Volevo abbracciarla migrare con lei nella pace. Il fondo non era chiaro un cerchio catramoso ribollente color pece maleodorante. Il mio volto in un gorgo sorride. È molto più chiara la falsità di quel sorriso che la luce divina. Indosso le ali d’angelo appena donatemi, fuggo dal sentiero lucente. Ho bisogno ancora d’un po’ di tempo.
Non concentriamoci sul passato e neanche sul futuro. Rischiamo di non assaporare il presente.
Solo perchè ciò su cui noi disegniamo non è volatile come la sabbia, si vorrebbe le nostre opere fossero eterne.