Benedetta Tobagi – Libri
“Ti ho dato il meglio di me”, le disse una volta. E a ogni battito del cuore del figlio, lei sapeva che era esattamente così!
“Ti ho dato il meglio di me”, le disse una volta. E a ogni battito del cuore del figlio, lei sapeva che era esattamente così!
Una casa senza libri è come una pornostar senza vagina.
Il lavoro come sempre lo annoiava. Così si era recato, la settimana precedente, al trasmettitore della nave e ne aveva allacciato i condotti agli elettrodi permanenti che uscivano dalla sua ghiandola pineale. I condotti avevano trasferito la preghiera al trasmettitore, e da lì la preghiera era passata al più vicino centro d’ascolto; la preghiera, in quei giorni, aveva fatto il giro della galassia, per finire (almeno lo sperava) su uno dei mondi divini.
Quando si arriva alle ultime pagine di un romanzo coinvolgente, si comincia ad avvertire delle fitte allo stomaco e una strana nostalgia nell’anima. Perché un semplice libro può catapultare chi lo legge in un’altra dimensione, sa trasformarsi in un amico prezioso e capace di offrire tanta compagnia, finendo col far sentire la propria mancanza.
Meglio restare così, separati da tanta gente, che incontrarlo a tu per tu, loro due da soli.
Gli umani non potrebbero mai conoscersi così a fondo. Tutti i discorsi di questo mondo non potrebbero mai dimostrare che due persone vedono il colore rosso allo stesso modo.
Le mie difficoltà erano più gravi: era più forte di me riuscire a credere che Gesù fosse l’unico figlio di Dio incarnato e che solo a chi credeva in lui sarebbe spettata la vita eterna. Se Dio poteva avere figli, noi tutti eravamo suoi figli. Se Gesù era come Dio e era Dio stesso, allora tutti gli uomini erano come Dio e potevano essere Dio incarnato. La mia ragione non era pronta ad accettare letteralmente che Gesù con la sua morte e con il suo sangue aveva lavato i peccati del mondo, anche se metaforicamente vi poteva essere qualche cosa di vero.