Bernardo Panzeca – Figli e bambini
Quando ho freddo non sempre uso una coperta, a volte parlo con mamma.
Quando ho freddo non sempre uso una coperta, a volte parlo con mamma.
Da piccola mi chiedevo come sarei stata da “madre”; sono caduta nel mio sogno in tenera età. Adesso mi chiedo ancora come sarò da madre perché mi rendo conto che non impari mai ad esserlo fino in fondo; non sarò stata figlia abbastanza credo, oppure non ci sono ne madri “precarie”, ne madri “di ruolo”, e la vita? Sì, una scuola che non termina mai.
Non deve destare meraviglia che i bambini nati fuori dal matrimonio siano per lo più le teste migliori: sono il risultato di un’ora spiritosa. I figli nati all’interno del matrimonio sono più spesso il risultato della noia.
Sei un battito nuovo, un respiro pulito. Tu, il sorriso più bello di questa vita mia.
Chi ha portato un figlio in grembo sa quanto amore dona, perché quel figlio è carne di sua carne, sangue del suo sangue e un pezzo della sua vita.
Una volta mio padre mi disse: “scusa se sono troppo apprensivo, ma è solo troppo affetto”; ora io mi chiedo quale genitore che ama il proprio figlio lo vorrebbe rinchiuso in una “campana di vetro”? Un buon genitore dovrebbe insegnare al figlio a fare a meno di lui.
Il “primogemito” non si scorda mai.