Bernardo Panzeca – Figli e bambini
L’assenza di una mamma in casa si nota immediatamente dalla luce della cucina. Quasi sempre spenta.
L’assenza di una mamma in casa si nota immediatamente dalla luce della cucina. Quasi sempre spenta.
I battiti vanno uditi ma soprattutto letti. Sono note che danzano e volteggiano sul più…
A volte i figli sono diabolici, fanno di noi quello che vogliono mentre dovrebbe essere il contrario.
La voce dei bambini viaggia sulle frequenze dell’animo.
La prima cosa che si dice ad un figlio:”ti proteggerò per sempre”.Fino ad un certo punto lo puoi fare,poi cresce e il mondo esterno lo influenzae dei giorni non si riconosce in certi atteggiamentie ci si allontana.Proprio in quei momenti ti domandi:”a me chi mi protegge?”Perche’e’un dolore che non immaginavie fa invertire i ruoli.
Siamo tutti figli della stessa mamma, l’amore.
Si era aspettata che sua figlia desse un altro schiaffo alla bambina per la sua disobbedienza, invece la poetessa di Qazvin si inginocchiò all’improvviso sul tappeto e la prese in braccio. Poi, mormorandole qualcosa all’orecchio e facendole il solletico finché lei non si mise a ridere, prese a tirare il pollice ostinato fino a estrarglielo dalla bocca. La bambina un po’ rideva un po’ piangeva, ansiosa di attenzioni, insofferente agli ordini. Era diventata raggiante, ma non appena la mamma si ritirò su, con un sospiro leggero, la bambina mise il broncio e si infilò di nuovo in bocca il pollice tutto raggrinzito. È una buona madre, osservò la donna anziana meditabonda. L’amore, come la preghiera, le viene naturale; si inginocchia accanto ai bambini e si alza come chi è abituato a genuflettersi. Chi avrebbe pensato che una donna tanto intollerante verso la stupidità potesse avere tanta pazienza con l’immaturità, si chiese.