Camilla Caldelli – Abbandonare
Le cose non si mantengono e com’il ferro trae la sua ruggine, come la luce non dura tutt’il giorno tanto meno le persone, che non son nostre.
Le cose non si mantengono e com’il ferro trae la sua ruggine, come la luce non dura tutt’il giorno tanto meno le persone, che non son nostre.
Nel momento in cui la notte cede il posto al giorno che nasce, nella confusione di voci sovrapposte trovo il silenzio, o in cui il termometro non misura più la temperatura ma solo il calore del cuore che batte, quello è il momento dove aprendo gli occhi mi accorgo che non mi sarai più accanto.
Mi ha ferito il tuo voltarti, ma la vicinanza non si chiede, ed io non la chiederò.
Per tornare padrone d’un “giusto” equilibrio dovrei abbandonare un certo tenore di vita.Alimenti più sani, magari omeopatici, eliminare quei due pacchetti di sigarette al giorno, dormire almeno sei/sette ore, meno vodka dopo cena, scordarsi l’offuscamento del doping inalante.È difficile… per ora ho smesso con successo di trombare.
L’abbandono è sempre stato una costante nella mia vita.
La mia ala è stata spezzata, maledetti! Non posso lavare quest’onta se non con il sangue. Non cercate il mio perdono, perché non lo avrete mai. Ormai mi avete persa, mi sono smarrita nel buio delle cupe tenebre, e nessuno mi potrà più ritrovare.
Visto che non riesco a dimenticarti, inizierò a pensarti così tanto che prima o poi mi stancherò.