Candido Cannavò – Comportamento
La domanda da porsi è questa: che cosa può fare un disabile per la collettività in cui vive? È una domanda rivoluzionaria, un cambio drastico di cultura e immagine.
La domanda da porsi è questa: che cosa può fare un disabile per la collettività in cui vive? È una domanda rivoluzionaria, un cambio drastico di cultura e immagine.
Non si trionfa che sulla passione che non si ha o che non si ha più. O ancora: possiamo vincere le passioni che noi possediamo, ma cediamo a quelle che ci posseggono.
L’accumulo di tensioni neuropsichiche, più o meno presenti “e in agguato” in ciascuno di noi, può raggiungere livelli tali da dare quadri di ingolfamento dell’attività comportamentale, di ogni iniziativa, nonché dell’espressività creativa, affettiva e relazionale clinicamente inquadrabili come forme depressive. Lo sblocco “selvaggio” può esitare nel suicidio, nell’omicidio, in esplosioni comportamentali (outburst) pantoclastiche.
Rallenta un attimo la corsa e fermati a pensare, fermati a pensare a quanti fossi hai saltato, in quanti burroni sei finito e tutte le volte che sei riuscito ad uscire, pensa a quando ti sei riempito il corpo di foglie e di neve, pensa a quando ti hanno gettato in un fiume e non sei annegato, pensa a quando vomitavi i tuoi sogni, prova a ricordare quando avresti riso per qualsiasi cosa, prova a pensare a quanti ti hanno girato le spalle, prova a contare fino al numero delle persone della quale non ti fideresti mai, prova a pensare a quanti inverni sono passati, a quante primavere l’hai vista tornare. Hai sempre resistito ad un sacco di cose, sei fortissimo, come puoi dubitare della tua opera?
Potrai abusare del mio corpo, annebbiare la mia mente, calpestare la mia dignità o ledere…
Passiamo gran parte della nostra vita ad offrire la verità agli altri, senza preoccuparci di…
Con la forza non si ottiene niente di quello che la dolcezza conviene.