Carl William Brown – Desiderio
Ho deciso di fare l’insegnante per essere sempre in contatto con l’ingenuità ed il non sapere, al fine di combattere l’ignoranza e la stupidità.
Ho deciso di fare l’insegnante per essere sempre in contatto con l’ingenuità ed il non sapere, al fine di combattere l’ignoranza e la stupidità.
Vorrei un ristorante in cui si serva: Un piatto di serenità. Un secondo di tranquillità. Un contorno di fiducia. Un prosecco di amore. E perché no, già che ci siamo, un sorbetto alla felicità.
Nulla si crea, infatti la stupidità è sempre esistita, nulla si distrugge, infatti è impossibile distruggerla, ma tutto si trasforma, ed è perciò che assume sempre volti e caratteristiche differenti.
Noi combattiamo la stupidità, l’assurdità, l’ignoranza, che dominano il mondo, se poi queste divinità abbiano più autorità sull’autorità, quello è un altro discorso.
La vita sarebbe più bella se invece d’inseguire questa benedetta felicità, fosse possibile viverla.
Tu sei il mare, dove il mio fiume aspira arrivare. Desidera giungere a te per dare gusto alle sue acque insipide, sogna in ogni suo andare abbracciare il tuo mare, essere parte di quella vastità, riversarsi nelle tue profondità per essere un tutt’uno con quella tua meravigliosa infinità.
Ecco l’amante, conta le stelle, respira i silenzi. Raccoglie nell’ombra lacrime di solitudine. La sua voce non ha suono. Lei è un’ombra della sua vita. Aspetta, aspetta e non può mai pretendere nulla. A lei solo pochi momenti, solo carezze rubate. Eccola mentre guarda la luna in attesa del suo amore. Ma lei è l’amante, sa qual è il suo posto. Un gemito nel buio nascosto.