Carl William Brown – Verità e Menzogna
Nella maggior parte dei casi tra un giornalista e l’asta del microfono non c’è alcuna differenza.
Nella maggior parte dei casi tra un giornalista e l’asta del microfono non c’è alcuna differenza.
Qualsiasi cosa, del resto, è una perdita e spreco di tempo: tranne fottere di gusto o creare qualcosa di buono o guarire o correr dietro a una specie di fantasma-amore-felicità. Tanto tutti finiamo nel mondezzaio della sconfitta: chiamala morte, chiamala errore. Io non son bravo con le parole. Direi però, dato che tutti ci s’adatta alle circostanze, che certe cose accrescono la tua esperienza, anche se magari non si tratta di saggezza. È possibile peraltro che uno resti per tutta la vita nell’errore, vivendo in uno stato come d’intontimento o di paura. Ne avrete viste, di queste facce. Io ho visto la mia.
La menzogna è il modo più squallido per dipingersi di valori e principi che non rispetterai mai. La menzogna è il modo di coprire ciò che si è; è il modo migliore per segnarsi un cammino che sarà presto vuoto e solitario, composto solamente da una compagnia fatta dei tuoi simili.
Quanti hanno il coraggio di farsi una domanda e rispondersi sinceramente? La verità è una scarpa troppo stretta, un vestito troppo aderente, un peso troppo gravoso per chi vive di illusioni.
Una bugia diventa una verità fino a quando deciderai che la verità è ciò che vorresti sentirti dire.
Niente è reale fino a che non vivi, non vedi e non tocchi. Il resto, è solo fantasia, non vita vera.
Un filosofo o un letterato possono scrivere un libro, ma solo i lettori lo possono far parlare e dandogli voce, far sì che la gente lo ascolti.