Carla Compierchio – Stati d’Animo
Spesso lontananza non vuol dire distanza e vicinanza non vuol dire presenza.
Spesso lontananza non vuol dire distanza e vicinanza non vuol dire presenza.
Non riesco ad avere un rapporto ravvicinato neanche con me stessa. Figuriamoci, con gli altri, a distanza.
Se qualcuno vi fa del male fatelo scendere da uno scalino,se riprova a salire e non scivola vi vuole bene.Se continua a scendere e scivolare non ne vale la pena.Se è una persona che amate dategli la mano la prima volta,se ve la chiede dategliela la seconda.Se poi cerca di salire da solo lasciatelo fare,ma ricordategli allora che se scivola non lo aiuterete a rialzarsiAlcuni cadono dallo scalino anche se gli si tende la mano.
Pensi che tutto abbia perso significato, il giusto senso, non sorridi più e disperatamente cerchi qualcosa o qualcuno che riempia quel vuoto… poi con la rabbia tenti di capire, di proteggerti e cambi espressione verso il mondo; non urli, sei in silenzio, ma è peggio… tutto si accumula con dolore che man mano diventa indifferenza e vai… ti lasci andare verso tutto e tutti come mai avresti creduto… chi se ne frega pensi… tanto peggio di così… E poi ecco che d’improvviso uno sguardo, una parola, un gesto fatto da una persona che fino ad adesso non era nessuno, riesce di nuovo, come se tutto fosse naturale e semplice, a risvegliare la parte più profonda e vera di te che sembrava avessi anestetizzato…Non smetterò più di crederci… Non sono mai sola sulla mia linea d’onda…
Io non amo lo standardismo.
Ho bisogno di star sola per ricordare come si vola.
E poi ci sono i respiri quelli che ti mozzano il fiato, lacrime che t’inondano il cuore e le tasche che pesano di ricordi che t’accompagnano ovunque vai; ombre cui non sai dare forme, indefinite di perché! Prigioni, che oscurano la mente e lasciano il posto alla rabbia che sfinisce e al rancore che divora l’anima. Combatti, con la tua spada e ti difendi con lo scudo, vuoi riconquistare la pace e l’amore che ti hanno rubato e calpestato; vuoi farli ritornare a rivivere; rivuoi il tuo orgoglio, ferito sotto il colpi del nemico che senza pietà ha infierito e che credevi Amore.