Carlo Bisecco – Cielo
E un giorno anche io imparerò a volare.
E un giorno anche io imparerò a volare.
Volano via i miei chissà, i miei vorrei, come uccelli liberi nel cielo.
Esistono i colori del cielo. Il sole li accende e la natura li riflette. E poi esistono i colori della vita. Il cuore li accende e l’anima li riflette.
Notte. Immagino la notte pianista suonar la sua opera al pianoforte, contemporaneamente la vedo danzar…
Il mondo è troppo piccolo, per chi, come noi, ha imparato a volare.
Il cielo di città mi piace perché puzza di basso, di uomini. Il cielo di campagna invece mi fa paura. C’è solo roba del Signore, lassù: stelle, stelloni, nuvole al galoppo. E poi che mi mettevo a fare in campagna? A litigare con gli alberi? Quelli sono tranquilli, beati, ti fanno sentire uno sputo. La natura è tutta arrogante, è roba diretta del Signore, e giustamente un po’ di strafottenza ce l’ha.
Ero bambino in quel lontano mio natale.Dalla mia casa che si affaccia sui monti guardavo con gioia la neve che imbiancava anche il mio animo, nei miei occhi brillava anche uno scherzo di sole…Ero bambino allora, vorrei esserlo ancora.