Carlo Fruttero – Desiderio
Sto ancora una volta… bruciando di passione.
Sto ancora una volta… bruciando di passione.
Esiste la grande famiglia di coloro che vogliono appassionatamente apprendere. Io ero uno di loro. Ma i miei motivi non erano così disinteressati; volevo imparare non per amore della cultura ma per difendermi dal disprezzo che il mondo riserva agli ignoranti. Perciò quando avevo un po’ di tempo libero andavo a curiosare intorno alle bancarelle dei libri usati.
A rigore la filosofia è nostalgia, il desiderio di trovarsi dappertutto come a casa propria.
Dura è la lotta contro il desiderio, che ciò che vuole lo compra a prezzo dell’anima.
Che cosa non darei per fuggire all’Ovest di me stesso.
I nostri corpi inaspettatamente compenetranti erano un incontro unico di carne e dolorose attese, inno ingiustificato a quella vita che finalmente ci aveva sorpreso. Sospesi in un abbraccio eterno, quella piccola stanza nel cuore di Roma era il nostro ritaglio di paradiso, il nostro improvviso riscatto da un’esistenza tiepida e senza tumulti. In quella stanza benedetta, vergine per noi, priva di qualunque orpello inutile, oltre all’ansare del nostro respiro, non c’erano altro che cielo e luce e quell’atto sessuale veniva a completare un amore che, ora, veramente, non veva bisogno d’altro.
Mai ti è dato un desiderio… se non ti è dato il potere di realizzarlo!