Carlo Prevale – Stati d’Animo
Vivo nel rumore dei dischi scrivendo in silenzio, l’infinito libro della mia vita.
Vivo nel rumore dei dischi scrivendo in silenzio, l’infinito libro della mia vita.
È così bello essere diversi da tutti gli altri.
Sei arrivato all’improvviso, mi sei entrato dentro procurandomi emozioni e sensazioni atrofizzate da troppo tempo. Poi te ne sei andato ed io resto qui a chiedermi come ho potuto lasciare che mi rubassi il cuore e l’anima.
Forse, ha più paura chi sta dentro alla recinzione di filo spinato, costruita bucandosi le mani pur di mettersi al sicuro, acconsentendo a farsi colpire solo dal cielo quando piove, rimanendo in ginocchio nel fango e con le mani aperte, le braccia alzate in segno di preghiera perché la pioggia cessi. Credo. Penso tema più chi sta dentro al cerchio di fuoco, appiccandosi i roghi nel cuore, tenendo le belve fuori, ma facendosi divorare dai mostri dentro. Deve avere serrature strane, l’anima e chiavi di ferro, la solitudine e cardini di forgia indistruttibile, il tormento quando la tormenta, dentro e fuori, spazza e sfinisce.
Ma la gioia può essere violenta non meno del dolore.
Non saper amare è doloroso, non essere amati è doloroso ma non capire il perché è straziante!
I più pericolosi sono coloro che si autodefiniscono “innamorati dell’amore”. Si accontenterebbero di avere al proprio fianco chiunque pur di appagare il loro ideale e non sentire il tanfo della solitudine. Ed ora dimmi, se temi la compagnia di te stesso perché mai qualcun altro dovrebbe invece amarla?