Carlos Ruiz Zafón – Stati d’Animo
Col tempo, la solitudine ti si intrufola dentro e non se ne va più.
Col tempo, la solitudine ti si intrufola dentro e non se ne va più.
Ma la bambina, quell’antica bambina, la mia Claudia era cenere. Un urlo crebbe dentro di me, un selvaggio devastante urlo che veniva dalle viscere del mio essere… si alzava come il vento che faceva turbinare la pioggia su quelle ceneri, che batteva sull’impronta di una mano, sui mattoni che sollevava quei capelli biondi.
Con il tempo ho imparato tante cose. Ho imparato a rialzarmi solo con l’aiuto di me stessa. Ho imparato che ciò che mi contraddistingue è la voglia di andare avanti e la speranza di superare tutto. E devo ringraziare il tempo che è stato mio amico ed è stato clemente, ha fatto si che maturassi dentro ma che non invecchiassi fuori.
Non c’è molto da dire quando il tempo passa. Le parole si sciolgono nel calderone dell’attesa mischiandosi inevitabilmente tutte assieme. Diventando così irrecuperabili. Una poltiglia di frasi non dette dall’aspetto poco invitante.
A volte ho voluto troppo bene agli altri e mi sono scordata di pensare a me. Ho sbagliato!
Mi chiamano “testarda” solo perché sono determinata e tosta. Mi chiamano “bastarda” perché non perdono il male ricevuto, soprattutto quando arriva in modo gratuito. Mi chiamano “scontrosa” quando snobbo e ignoro persone che a mio avviso non sono degne della mia attenzione. Beh… chiamatemi come volete, tanto non solo non intendo cambiare, ma dei vostri appellativi e giudizi non me ne può fregar di meno!
Ci sono occhi che parlano, e l’unica cosa che puoi fare è perderti!