Carmelo Bene – Arte
È strarisaputo che il discorso non appartiene all’essere parlante.
È strarisaputo che il discorso non appartiene all’essere parlante.
Da Carmelo Bene, abbiamo appreso l’arte del disapprendere,dello sperpero dell’arte, della generosità autentica di chi è uscito dalla catena di montaggio. Dobbiamo a questo genio la lezionedi un arte che non consola, che non si arruffiana con il potere,che considera l’individuo non come facente parte di un socialecatalogato e omologato. Quando lo ascolti non sai cosa voglianodire quei testi. Il fatto è che nell’istante in cui Carmelo Benepronuncia una parola, in quell’istante, tu sai cosa vuol dire,un istante dopo: non lo sai più. Così il significato del testoè una cosa che percepisci, si, ma nella forma aereadi una sparizione. Lui diventa quelle parole e quelle parolenon sono più parole, ma voce. E suono che accadediventa ciò che accade, e dunque tutto… e il resto non è più niente.
La danza è uno spasimo, un atto che impone il cuore e chi danza al ritmo dei suoi ritocchi balla l’amore.
Per collegare la parte alta della città con il suo nucleo originario, l’attuale centro storico,…
L’ispirazione è come una stella, arriva alla mente e al cuore, ma spesso le emozioni…
Deve capitare qualcosa di grandioso, di spettacolare, qualcosa che in teatro non si potrebbe fare se gli attori e gli spettatori non iniziassero a immaginare insieme, come su una nave, e il sipario si apre.
Ogni forma d’Arte, prima di qualsiasi altra cosa, è sempre un’offerta d’amore.