Cesare Pavese – Comportamento
Perché, quando si è sbagliato, si dice “un’altra volta saprò come fare”, quando si dovrebbe dire: “un’altra volta so già come farò”?
Perché, quando si è sbagliato, si dice “un’altra volta saprò come fare”, quando si dovrebbe dire: “un’altra volta so già come farò”?
Preferisco assaporare la leggera malinconia della solitudine, che la gratificante felicità di una finta compagnia.
L’umiltà è una dote sconosciuta ai presuntuosi.
Non lasciare che i dubbi logorino e distruggano i tuoi rapporti personali. Fin dove ti…
Cosa non fare mai: mettere le mani addosso; non solo quelle da lupo per possedere la fanciulla, ma anche quelle amicali che risultano invadenti e invasive.
Nella monotonia del giorno: la mia mente vaga nell’oscurità della notte, quando corpo e mente si uniscono in giochi e pensieri incontrollabili.
Mentre i buoi si affannano a trainare l’aratro la mucca rumina al fresco delle querce.