Cesare Pavese – Filosofia
Aspettare è ancora un’occupazione. È non aspettar niente che è terribile.
Aspettare è ancora un’occupazione. È non aspettar niente che è terribile.
Ciò che mi sconvolge non è questo vuoto che ho dentro, ma la consapevolezza che potrebbe farmi compagnia per sempre.
Lo specchio può mostrare diverse cose, a volte contrastanti tra loro: prima una certa apparenza era bene, poi male, poi di nuovo bene. Il destino che spesso si rivela, ha le sue leggi proprie, forse incomprensibili, ma sempre giuste perché oggettive, non tiene conto dei desideri, solo della realtà. Se due cose, due immagini, sono contrastanti, negare l’una e sostenere l’altra secondo vaghe speranze non conviene, perché se ne sceglierebbe una magari per superficialità e macchinazioni, quando l’altra esiste così concreta e reale, alle spalle, pronta a distruggere sogni che in fondo si negano da soli.
Le medaglie vengono assegnate sempre, dopo la guerra.
Più si spazia, più s’impara.
Voglio godermi il resto della vita fra le follie generate dalla mia saggezza.
Siamo sulla stessa lunghezza d’onda ma sfasati di pi/2.