Cesare Pavese – Sogno
I grandi poeti sono rari come i grandi amanti, non bastano le velleità, le furie e i sogni; ci vuole di meglio: i coglioni duri.
I grandi poeti sono rari come i grandi amanti, non bastano le velleità, le furie e i sogni; ci vuole di meglio: i coglioni duri.
L’uomo d’azione è il vero sognatore, perché ha un sogno che non vuole sentire ragioni.
Ma i sogni che mi vengono rubati? E le emozioni? Neanche le lacrime restano oggi, solo un sorriso amaro. Un cuore stanco non sa tenere il ritmo del tempo che trascorre. Orologio che corre, ma dietro a cosa? Io fuggirei, ma dove? E la memoria che diventa dannazione.
Non è stato realizzato nulla che prima non sia stato sognato.
I sogni: la lama che è capace di trafiggerti il cuore. Quando sogni qualcosa di fantastico e speri di non svegliarti più, quando cerchi di credere che sia tutto vero. Ma prima o poi la favola finisce. Tutto finisce. Era da aspettarselo in fondo. In fondo sapevo che andava a finire così. La delusione deriva dal fatto che forse dentro di me non era ancora morta la speranza, che c’era ancora qualcosa in cui credere. Già, i sogni. L’unica cosa che per qualche ora riesce a renderti felice, ma poi, sappi che questa felicità ha un prezzo da pagare. Il risveglio.
Portami quel sogno, che tanto la mente ti dona, e vedrai che saprò renderlo vivo.Lasciami accanto al letto, quel dolore che tanto ti assilla, e vedrai sarà timoroso di tornare ancora.Posa armatura e spada nell’armadio ho mani nude, che non hanno mai conosciuto sconfitta.Concedimi il tempo che trovi, a piccoli bocconi lo renderò capace di nutrirmi.E non dubitare mai, di ciò che dico, fallo solo, quando smetterò di dirlo.
Le lacrime e il dolore della vita sono un vascello alato che ci solleverà sino alla luce dei nostri sogni.