Cesare Pavese – Stati d’Animo
Si resiste a stare soli finché qualcuno soffre di non averci con se, mentre la vera solitudine è una cella intollerabile.
Si resiste a stare soli finché qualcuno soffre di non averci con se, mentre la vera solitudine è una cella intollerabile.
Allora, tu dici che le tue ossessioni sono dure a morire? È questo che sono gli uomini? Ossessioni? Non ti viene mai voglia di dare un taglio al gioco del dolore e della caccia e degli scacchi e delle corna? Non riesci a formulare un giudizio di valore? Non riesci a scegliere qualcuno? Qualcuno accanto a cui coricarti e guardare il soffitto e ascoltare musica, fumare sigarette, parlare, ridere e lasciarti andare? Non ti farebbe sentire bene il fatto di diventare qualcosa? Cazzo. Qualcuno dovrebbe esserci. Una persona per un’altra persona, anche se dovessi essere tu stessa. È su questo che sto lavorando: me stesso per me stesso, piano piano, e poi forse potrò aprire la porta a qualcun altro.
Un crocevia di pensieri nel traffico delle mie riflessioni ha spento il silenzio delle conferme posteggiate nella mia mente.
È tanto il male che mi aspetto, che ogni occasione mi è diletto.
Viviamo alla ricerca dell’emozione che ci faccia sentire vivi, ma quando viviamo allora poi ci annoiamo, sopraggiunge la morte e la reputiamo ingiusta, maledicendo quel giorno in cui non siamo rimasti che un seme.
Le delusioni scottano, le menzogne bruciano… l’amore fa ardere i cuori, la felicità li fa esplodere… una fiamma accesa tiene viva una speranza… è il “calore” l’elemento che, nel bene e nel male, abbraccia ed accompagna le nostre esistenze.
Perché mi sono fatto trasportare così? Perché di forze non ne avevo più. Ero stanco di mentire a me stessa. Stanco di seguire sempre la cosa giusta da fare. Per la prima volta nella vita ho accettato di fare un salto nel buio, di fare qualcosa di pericoloso.