Charles Bukowski – Speranza
Le parole non erano noiose, erano cose che ti stimolavano la mente. Se le leggevi e ti lasciavi prendere dalla magia potevi vivere senza dolore, con la speranza, qualunque cosa ti capitasse.
Le parole non erano noiose, erano cose che ti stimolavano la mente. Se le leggevi e ti lasciavi prendere dalla magia potevi vivere senza dolore, con la speranza, qualunque cosa ti capitasse.
Ho solo bisogno di sapere che se anche oggi è buio, domani il sole risplenderà ancora. Sapere che se non mi senti con la pelle, mi trovi dentro i tuoi pensieri. Sapere che se non sarà oggi, domani o tra una settimana, le tue mani mi accarezzeranno ancora e sentirò ancora il sapore delle tue labbra. Non sarà oggi. Non sarà domani. Ma tu non dimenticarmi.
La speranza è il termometro delle proprie forze. La speranza alleggerisce il peso e apre all’orizzonte il nuovo giorno.
Tutto si sistemerà; ogni tassello andrà al posto giusto nell’istante preciso in cui dovrà accadere. E così potrai ricominciare, perché nulla può durare per sempre, figuriamoci il male.
Viviamo nell’intervallo tra sogni che nascono e sogni che muoiono. Quell’intervallo si chiama speranza e quest’ultima non è vero che è l’ultima a morire anzi muore ogni giorno con una lacrima e risorge ogni giorno con un sorriso. Ciò che ci tiene in vita non sono i sogni che abbiamo realizzato ma la capacità di continuare a sognare.
Questa incompletezza è tutto ciò che abbiamo.
La speranza è nel sorriso, il pianto è un inutile danno, una condanna, dove l’unico peccato è l’innocenza.