Charles Bukowski – Stati d’Animo
Era quasi deludente. Pareva proprio che quando lo stress e la follia sparivano dalla mia vita quotidiana non mi restasse altro su cui contare.
Era quasi deludente. Pareva proprio che quando lo stress e la follia sparivano dalla mia vita quotidiana non mi restasse altro su cui contare.
Ho toccato il fondo, non era un posto adatto a me; in realtà non lo è per nessuno; però volevo restarci, volevo restarci perché mi allontanava da tutto e tutti… volevo restarci perché speravo mi allontanasse anche da quel dolore che mi impediva di vivere, che mi soffocava l’esistenza, ma rimandando lì non facevo altro che coltivarlo.
Sono testarda e ribelle, lo ammetto, non mi adeguo a ciò che dice il mondo, a come devi essere, io amo essere me! Io amo apparire come sono e con questo non dico che io non possa migliorare o che io sia perfetta. Io sono solo me! Ribelle, testarda con grandi idee e grandi sogni! Non mi importa di attirare gli sguardi della gente ecco perché non mi vedrai come tutte le altre, anche se resto invisibile, non mi importa davvero. A me importa di essere voluta bene, di essere ascoltata da coloro che hanno visto qualcosa in me!
Quando più risucchia, tanto libro e quanto più plano, allora, sprofondo; se fossi acqua di lago, con la sua calma, fluirei, ma in sorte ho la lava del vulcano e ribollo nella mia fucina, aggrovigliando i nervi anche alle caviglie tremanti.
Ti svegli, ti guardi intorno ed incontri un pensiero, sorridi, forse, forse oggi è l’oggi di ieri.
E poi ti rendi conto che la vita è come un paio di calze smesse, con i suoi buchi e i suoi rammendi.
Non ho tempo da perdere in attese, quelle le lascio a chi non ha nulla di meglio da fare.