Chiara Libero – Stati d’Animo
C’era una voce dentro di me inquietante, sospettosa. Ma l’amore scontato la spense, la mise a tacere, Ma non del tutto, il dubbio stava già facendo la sua parte!
C’era una voce dentro di me inquietante, sospettosa. Ma l’amore scontato la spense, la mise a tacere, Ma non del tutto, il dubbio stava già facendo la sua parte!
Ci si abitua anche a questo vuoto dentro. Le parole fanno eco come in una caverna dall’antro minaccioso. Vedo solo il bianco ed il nero come la neve di notte, come l’inchiostro sulla carta, come la scacchiera su cui giocare la mia partita con te, come la stoffa del pied de poule di un foulard, come lo sheridan’s dolcissimo che mi tiene compagnia, lasciandomi affogare. Se la crisalide spaccasse il vetro, allora, sarebbe colore.
Sono stata più agitata di un mare in piena tempesta e credetemi ho sbattuto più forte io contro la vita di quanto abbia fatto lui contro gli scogli. Sono stata incazzata come una mitragliatrice in piena azione, ma ho ricevuto più fucilate di quante sia riuscita a darne. Oggi, se malgrado i colpi e le botte ricevute sono ancora in piedi è a me, solo a me che lo devo. Lo devo alla mia forza e a quella che le persone che ho “scelto” di avere vicino mi hanno trasmesso. Le loro mani non mi hanno mai abbandonata. Nel dolore non sentirsi soli e persi è la chiave giusta per vincere.
Non bisognerebbe mai ammalarsi di aspettative. Le aspettative generano i tormenti e i tormenti generano il dolore.
Sì, questa panchina nel parco è un autentica poltrona in prima fila nel teatro della vita; dove cielo e terra incontrandosi in una lunga linea di orizzonte si fondono, si uniscono in un solo armonico corpo.Così noi, fondiamo la nostra anima con il creato, in un unico battito, un battito di cuore!
L’abbraccio è incorporare per un istante l’altro e sentirlo parte della tua carne.
Odio quella porta socchiusa che ti lascia in sospeso, che non ti permette di entrare né di uscire.