Chiara Libero – Uomini & Donne
Una donna cammina sotto la pioggia, scandisce il suo passo frettolosamente come se sperasse che la pioggia le possa lavare via il dolore che sente, e dal quale vorrebbe sfuggire.
Una donna cammina sotto la pioggia, scandisce il suo passo frettolosamente come se sperasse che la pioggia le possa lavare via il dolore che sente, e dal quale vorrebbe sfuggire.
L’uomo è pieno di contraddizioni: a casa sua esige di essere servito come in un albergo e, quand’è in albergo, si secca se tutto non è come a casa sua.
Uomo, oggi e per tutti gli altri giorni, vorrei che tu ti ricordassi di me. Quando ti svegli sarebbe bello salutarsi con amore, quando ci scontriamo sarebbe opportuno sentire le mie ragioni, quando sei arrabbiato sarebbe giusto non prendertela con me, quando c’è la partita sarebbe bello farci una passeggiata, quando ti dico che non ho nulla sarebbe bello che tu mi abbracciassi. Uomo ti chiedo tanto, eppure io lo faccio tutti i giorni e non solo oggi e tu non te ne accorgi.
La donna possiede (o almeno a tempo mio possedeva, fosse bella o brutta, intelligente o sciocca) un fiuto che non inganna e col quale, credo, legge nel tuo cuore un’ora prima di te.
La donna è la stella che dio, nella sua clemenza, ha posato nel cuore dell’uomo. Lo splendore ne accompagna ogni palpito, il fuoco lo fa ardere d’inaudita passione, la sua beltà nobilita e rende degna di grazia l’anima, conducendola nel regno dell’infinito.
E io mi chiedo: quante mani si devono posare sulle ginocchia di una donna, quante, prima che si alzi di scatto e resti, quanti nomi vanno urlati prima di ricordarne uno.
Lui. Sì, proprio lui, le stava creando dipendenza. Era riuscito ad occuparle uno spazio inimmaginabile durante le sue giornate. Era diventato parte integrante dei suoi 18.720 respiri giornalieri.