Chiara Micellone – Abbandonare
Non posso rimanere per chi non c’è mai stato per davvero.
Non posso rimanere per chi non c’è mai stato per davvero.
Se lasci andar via qualcuno l’importante è riuscire a capire cosa puoi perdere.
Una spina ha trovato sede fra i veli dell’anima. Foto riaffiorano e tu piccolo ago ricordi che sei ancora lì e il proprietario non ti ha ancora tolto. Mi chiedo come mai tu sia giunto tanto nel profondo per poi sparire. Un errore semplice o grande ha al capacità di creare una ferita che pian piano diventa sempre più profonda, in superficie una scheggia che in realtà è una lamina che pone quesiti a me ignoti che procuran solo disorientamento.Mi chiedo se forse un giorno verrai a riprenderti la spina persa dolce rosa rossa?Forse non lo farai mai, e allora mi chiedo perché tu sei riuscito così nel profondo per poi uscire con un balzo come una pantera?Forse ora non dovrebbe importarmi, perché siam risbocciati insieme a delle stelle alpine, eppure il mio animo non mente mai. Qualcosa d’incocluso la tormenta. Risponderai, alla mia velata richiesta non so.
Te ne sei andato senza avvertire, te en sei andato come se niente fosse, come se non avessimo creato nulla in tutto questo tempo trascorso assieme. Te ne sei andato a testa alta, orgoglioso di non so che cosa. Te ne sei andato senza un motivo, te ne sei andato solo perché non avevi più voglia di stare nel mondo che noi avevamo creato con tanto amore e tanta passione, un modo cresciuto e sviluppato giorno per giorno.
Mi abbandono ai sogni ad occhi aperti, quando ho brutti momenti…
Nella vita perdere è più necessario che acquistare.
Se non ti sei accorto,ti ho regalato un sentiero,l’ho fatto pur vedendo che quelli come te,l’amore non lo possono perdonare.Ma non ci volevo credere.E le parole reali non puoi, non puoi ascoltare.Ci sono dei teatri che si svolgono dentro di noi,colpiscono la vita fuori e l’annullano.È il destino dei suicidi, dei lupi nella steppa.Non fartene colpa, della mia ingenuità che non conoscevi,chissà quanti altri, al posto tuo, avrebbero agito allo stesso modo.Non avevo fatto i conti con le tue paure, con la mia insensata anima da pesce e la tua vorace repressione.Perché, perché la paura dell’irreale?