Christiane F. – Libri
Dopo che lei andò al lavoro mi guardai allo specchio. Per la prima volta vidi i miei occhi mentre stavo a rota. C’erano solo le pupille. Completamente nere e ottuse. Veramente completamente inespressivi.
Dopo che lei andò al lavoro mi guardai allo specchio. Per la prima volta vidi i miei occhi mentre stavo a rota. C’erano solo le pupille. Completamente nere e ottuse. Veramente completamente inespressivi.
Se non altro, prima di morire, avrei passato del tempo assieme a lui. Meglio che vivere a lungo senza.
L’universo, per lui, finiva all’orlo di seta della sua sottana.
Amo sentire il calore della spiaggia che mi entra nelle ossa e amo affondare i piedi tra mille granuli dorati che mi regalano giochi dal sapore infatile e carezze delicate e inimmaginabili. È come se la terra dove mi sdraio ne avvertisse profondamente il bisogno ed io indifesa mi abbandonassi.
La natura era qualcosa di selvaggio e terribile benché bellissimo. . Questa era la terra di cui sentiamo parlare, creata dal caos nella notte dei tempi. Qui non c’erano giardini ma il globo incontaminato. Niente prati né pascoli né coltivazioni né boschi né terre arabili né incolte né desolate. Era la superficie fresca e naturale del pianeta Terra, com’era stata creata per I secoli dei secoli – come dimora dell’uomo, diciamo noi-, così la Natura l’ha fatta e che l’uomo la usi se può.
A che serve scrivere se quel che scrivi non sarà mai letto da altri?
Tutto sommato scrivere mi annoia meno che divertirmi.