Cirillo Vescera – Libri
Scrivo ciò che penso per non essere schiavo del mio inconscio.
Scrivo ciò che penso per non essere schiavo del mio inconscio.
Sono libri -disse lui- leggici dentro fin che puoi. Sarai sempre un tapino se non leggi nei libri.
Il dispiacere dei libri che si prestano è tanto grande che non tornano mai.
Le burrasche che avevano disperso di qua e di là gli altri malavoglia, erano passate senza far gran danno sulla casa del nespolo e sulla barca ammarrata sotto il lavatoio; e padron ‘Ntoni, per spiegare il miracolo, soleva dire, mostrando il pugno chiuso – un pugno che sembrava fatto di legno di noce: per menare il remo bisogna che le cinque dita s’aiutino l’un l’altro.Diceva pure: gli uomini son fatti come le dita della mano: il dito grosso deve far da dito grosso, e il dito piccolo deve far da dito piccolo. (da “I Malavoglia”)
I libri che il mondo chiama immorali sono quelli che rivelano al mondo la sua vergogna.
Le biblioteche non si fanno, crescono.
Ammetto che i romanzi moderni contengono qualcosa di buono. Voglio solo dire che, come genere, è di insopportabile.