Riccardo Sanna – Libri
Non ho mai cercato le parole per scrivere un’emozione. Sono loro che, nelle mie notti insonni, mi vengono a trovare.
Non ho mai cercato le parole per scrivere un’emozione. Sono loro che, nelle mie notti insonni, mi vengono a trovare.
Gli scrittori di romanzi insegnano al lettore a considerare il mondo come una domanda.
È l’ambizione che divora i giovani, che non gli fa fare l’amore in pace con le loro ragazze, che li fa rodere nell’indefinito tarlo della gloria, che li fa girare nel sonno sempre distratti, e alla ricerca di un appunto, che lu fa accanire senza apprendere un mestiere, che alla fine è la sostanza di tutto.È perché anche questo non basta. I giovani vogliono farsela con quello che non si riesce a toccare.Con le distanze che non si possono colmare, vogliono immolare la loro vita a quest’Incommensurabile. E quando anche arrivano a qualche risultato, non ce la fanno a godersela.Li frega l’affanno.Si poteva fare di più, e meglio, o semplicemente si poteva fare ancora.L’insoddisfazione li fa andare avanti e gli mette una mina dentro.Bisogna farsela invece la soddisfazione. Occorre non rimanere soli, non allenare con le proprie mani elevate e mondate dei mezzi uomini, degli storpi, degli incapaci di amare, divorati dalla bellezza e dal temp perduto.
È stato un miracolo, piùche un miracolo, trovarti, Melanie. Oggi se la scelta fosse tra riavere il mondo e avere te, non riuscirei a rinunciare a te. Nemmeno per salvare cinque miliardi di vite.
Scrivere e leggere sono il medesimo viaggio, la stessa meta emozionale, solo che nel primo caso a guidare sei tu.
Non sai di quante allusioni a te sia pieno il mondo.
L’eternità non è il tempo all’infinito, ma il contrario, la sospensione del tempo, il non tempo.