Claudia Marangoni – Stati d’Animo
Durante tutta la mia vita, più che fretta di crescere avevo fretta di stupirmi del mondo.
Durante tutta la mia vita, più che fretta di crescere avevo fretta di stupirmi del mondo.
A volte quando scende la sera, senza un motivo apparente, mi assale l’inquietudine che si impadronisce della mia anima offuscandomi la mente.
Oggi mi sento così… Fluo in un mondo in bianco e nero.
A volte credere a qualcuno che parla in un certo modo ci affascina ma, se siamo un po’ ingenui, ci crediamo. A volte, invece, incontriamo nella nostra vita persone opportuniste, che godono della nostra bontà. E con il passare del tempo, quando capisci di esserti fidata di persone sbagliate, ti accorgi di come sarebbe stato meglio non averle mai conosciute.
Ho paura di tutto, di perdere e di vincere, dell’ignoto e di ciò che conosco, perché sono arrivato ad un punto che non mi fido più né di me stesso né degli altri.
Ho imparato da incontri di cosiddetti amici quanto è diffusa l’ingratitudine per molti è un modo d’essere forse perché dire un grazie provoca loro un fastidio, pensano forse di passare per deboli… allora sono felice d’esser debole perché mai e poi mai rinuncerò a dire grazie.
È quasi Natale; e dopo di lui arriverà la notte del 31. Ricordo ormai che sono almeno tre o quattro anni che in quella notte guardo il cielo con gli occhi colmi di lacrime mandando i miei auguri a chi non c’è più, a chi avrebbe dovuto esserci ma se ne è andato, a chi avrei voluto ci fosse ma è andata male. Guardo lassù, in quel buio cielo e mi ci rispecchio, ci sprofondo con il mio vuoto, le mie malinconie. Il calore delle lacrime mi fa sorridere un po pensando che ogni anno non cambia mai nulla. Per questo questa volta non alzerò gli occhi al cielo, non festeggerò niente per scelta perché niente è cambiato e ormai ho perso la speranza che qualcosa possa cambiare.