Claudia Marangoni – Tristezza
Inutile cercare il calore in mille coperte se poi il gelo te lo porti dentro.
Inutile cercare il calore in mille coperte se poi il gelo te lo porti dentro.
Mi sento come intrappolato in uno di quei films muti in bianco e nero di ormai tanti anni fa. Claustrofobicamente rintanato in una canzone straziante sull’amore, che si ripete, cosi come il dolore che ci sta dietro. Come bloccato da ore allo stesso livello di un videogioco dannatamente complicato. E non essendo io uno dei fratelli Lumière, Frank Sinatra o Donkey Kong, non so davvero come uscirne.
Più che costruirsi castelli in aria, bisognerebbe imparare a costruirsi una vita.
Un giorno restai a fissare per qualche secondo in più il sole, già da subito mi iniziarono a lacrimare gli occhi, mi bruciavano ed era come se ci fosse andato dentro dell’alcool. Già da subito li coprì, non volevo che gli altri fraintendessero. Due cose hanno fatto rossi quest’occhi, uno non torna mai più tardi delle nove, l’altra porta rossetto e tacchi.
Il dolore non ha parole ma “cicatrici” profonde che vivono dentro l’anima.
Le ferite dell’anima restano sempre vive, ti consumano lentamente anche quando sembrano “dormire”.
Dietro la disperazione si cela la morte.