Claudia Marangoni – Vita
Non mi piace chi lascia le cose in giro, perché come lascia le cose lascia anche le persone.
Non mi piace chi lascia le cose in giro, perché come lascia le cose lascia anche le persone.
L’auto con le gambe, anche se hai “una marcia in più” ma la usi sui percorsi non adatti o nei tempi sbagliati allora diventa una marcia di troppo, ti consuma e ti ingolfa la vita, ti blocca per sempre.
In questa vitafacciamo i pendolaritra sogno e realtàViaggiatori solitaricon una valigia di sogni in manoe l’infinito negli occhivaghiamo alla ricerca del nostro EdenSpesso ci fermiamo molto primaabbandonando quel bagaglioin qualche remota stazioneCi accontentiamo di non essere più soliforse senza pensare che il destinotalvolta ci regala un angolo di cielosu cui poter srotolare i nostri sogniAnnullando la distanza tra essi e la realtà.
Volevo crescere in fretta, ma non sapevo che crescere significa dover lottare continuamente per rimanere in superficie.
Ci sono giorni in cui la stanchezza morale prende il sopravvento, tutto sembra più pesante, si fa fatica a ragionare, a pensare, a respirare, a “vivere”, neanche i sogni riescono a darci sollievo, siamo in un labirinto senza possibilità di trovare l’uscita, alla ricerca di qualcosa o qualcuno che ci indichi la strada verso la luce, e la speranza che tutto finisca in fretta e che ritornino i colori. Come è strana e complicata la vita, prende e da quando e come vuole, ci sentiamo come una barca in mezzo alla tempesta, in lotta fino allo stremo aspettando che ritorni il sereno.
Non vi è nulla più buio della notte, per arrivare al giorno, eppure io dico, non vi è nulla più buio di una strada di vita, la mia vita!
Avevo dimenticato il sapore di un sogno, ho iniziato a sognare… Ed ora improvvisamente sono tornati gli incubi.