Claudio D’Aiello – Sport
Chi considera la caccia uno sport è come un “cacciatore”. E vi assicuro che in questo caso “cacciatore” non è una parola bella!
Chi considera la caccia uno sport è come un “cacciatore”. E vi assicuro che in questo caso “cacciatore” non è una parola bella!
Prima del Mondiale entrai in una chiesa per parlare con Dio. Mi ha chiesto: cosa vuoi, Bora?, e ho risposto: segnare come la Francia!. e Dio mantenne la parola. Francia e Cina furono in questo Mondiale, le uniche due squadre che non segnarono gol. Certo che io mi riferivo a realizzare come la Francia fece 1998.
Quando lo sport è la tua vita o ci muori o ne muori. Te ne andrai comunque con lui a fianco.
Ho tanta rabbia dentro per come sono stato cacciato da Lotito. Gli ho regalato due anni, nei quali non prendevo nemmeno i soldi. Uno come me, che ha fatto di tutto per restare legato alla squadra, è stato ricattato per andare via. Sono stato “minacciato” anche nel periodo in cui mi allenavo fuori rosa. Nell’ultima giornata della stagione 2004-2005, dopo 10 anni di Lazio, mi è stato impedito di fare giro di campo per salutare i tifosi e sono dovuto andare io in curva. Investimenti non ne vuole fare e tutti i laziali man mano sono stati mandati via. Sta togliendo la lazialità. Si parlerebbe troppo di Peruzzi, Di Canio, Negro e poco di Lotito.
Se quel palo sarebbe andato in gol…
Adesso o piangiamo tutti o giochiamo tutti: meglio la seconda!
Un rigore è un modo meschino di segnare.