Claudio Visconti De Padua – Abbandonare
Lei l’ho vissuta ma non esisteva, e se esisteva era inconoscibile. Lei era incomunicabile perché era inconoscibile.
Lei l’ho vissuta ma non esisteva, e se esisteva era inconoscibile. Lei era incomunicabile perché era inconoscibile.
Trascorrevamo ore ad ascoltare i nostri silenzi, più rumorosi di mille voci, avevamo le anime intente a scambiarsi effusioni, mentre i corpi adagiati se ne stavano a guardarsi!
Nel rumore del silenzio, le parole non servono.
Stagnante un amore incatenato nel limbo dell’ignoto. Sarà meglio riscattare un lasciapassare col timbro dell’amore, non so se poi entrerò all’inferno o al paradiso, l’importante non scivolare nel purgatorio.
Avrei voluto esternare in quegli attimi brevi tutto il mio dolore, fatto di parole non dette, di abbracci mancati, di baci rimandati, di coccole, sospiri, invece mi limitai a stringerti per abbracciarti e lasciarti sul petto il mio cuore, la mia vita, la mia gioia, tutto quello che aveva stravolto. La mia vita era fatta di te ed era giusto riporla nella tua anima, perché la lontananza avrebbe svuotato il meglio di me e ti avrebbe seguito ovunque.
Quando la rabbia diventerà indifferenza, l’unica cosa che rimane sarà il ricordo.
Molti sfioreranno il tuo cuore, ma uno solo sarà capace di conquistare la tua anima.