Claudio Visconti De Padua – Stati d’Animo
Non riducete mai gli affetti per gli affanni della vita!
Non riducete mai gli affetti per gli affanni della vita!
Ho sempre avuto una sorta di religioso rispetto per l’insonnia, credo che chi voglia razionare il sonno, abbia un profondo rispetto per la vita, e avvalori i sensi dell’essere sobrio.
Mi nutro di primavere solo mie. I miei colori. I miei climi. Si portano dietro cime innevate ed il freddo degli animi. Dipingono giornate di pioggia sulle pareti della stanza cadere a goccia di lacrima come vernice fresca e creare solchi che scavano l’intonaco delle guance seguire lo zigomo in una curva perfetta generare iperbole tra gli assi della tristezza cadermi adiacente al cuore tangente alle intime devastazioni. Odorerei la seta d’una rosa finta con lo stesso abbandono di una vera se la morte dei petali di quelle secche non m’emanassero ancora essenze vive.
Di alzarmi direi che mi sono alzata, è di svegliarmi che non mi riesce proprio.
Inebriante piacere è per chi soffre distogliere lo sguardo dal proprio dolore e perdersi.
Ho rinunciato a cose che per me erano importanti e ci ho sofferto. Ho sacrificato me per salvaguardare gli altri. Ho pianto e ho provato rabbia nel veder crollare i miei sogni, ma oggi mi guardo allo specchio e la donna che vedo mi piace, la stimo e ne vado fiera. C’è chi mi ama e chi mi odia, ma l’odio che provano per me non è un problema mio!
In un abbraccio i cuori sono avvicendati in un piacevole scambio di tepore.