Claudio Visconti De Padua – Stati d’Animo
Non ho sempre da dire, non per questo desisto dal conversare con te, semplicemente sentire la tua voce è per me fonte di gioia!
Non ho sempre da dire, non per questo desisto dal conversare con te, semplicemente sentire la tua voce è per me fonte di gioia!
L’ideale intesa è tra chi pensa e non agisce, e chi agisce e non pensa.
Ogni volta che faccio amicizia con un bambino malato non vedo l’ora di rivederlo, ma poi non vedo l’ora di non rivederlo più.
Decisamente, pensai, il mio problema principale è resistere e non diventare matto.
Non so dove sono andata a finire. Ho le quattro frecce. Se qualcuno mi vede è pregato di lampeggiare.
Se senti battere forte il cuore in gola è per l’ansia, attacchi di panico o nel peggiore dei casi sei innamorato.
Ma sapete una cosa? Il problema sono io. La colpa è mia, mia e basta. Sono io a credere determinate cose, io a cambiar umore per ogni piccolo dettaglio. A volte anche assurdi. Se le persone mi parlano in un certo modo, più affettuoso, io ci credo. Se si distaccano, se son più freddi, lo stesso. Per colpa mia. Se mi si viene data qualche attenzione in più, più di un abbraccio dalla stessa persona, più di un bacio sulla fronte, sui capelli, se passa per la radio più di una volta la stessa canzone, lui la canta guardandomi, io ci credo. Credo ai dettagli. Io mi affeziono. Io inizio a pensare a quei piccoli gesti, di mattina, di pomeriggio, di sera. La colpa è soltanto mia, ci casco. La colpa è mia che so di affezionarmi subito alle persone, nonostante sappia già di sbatterci la testa. Nonostante sappia di farmi male. Nonostante tutto.