Claudio Visconti De Padua – Tristezza
Che tristezza limitarsi a leggere le carte, le mani. Nessuno impara a leggere gli occhi!
Che tristezza limitarsi a leggere le carte, le mani. Nessuno impara a leggere gli occhi!
Lei aveva dolcemente rovistato nella mia anima, eliminando ogni superflua ragione che poteva indurmi a…
E poi, il peggio è quando leggo le conversazioni tra amici, fidanzati, a quel punto non ce la faccio più e scoppio. Non tanto perché a me non scrive mai nessuno, ma perché me non rispondono nemmeno. Io scrivo, loro visualizzano ma non rispondono, come se non esistessi, come se non mi facesse male.
C’è traccia di Dio ovunque; Osservo la natura, i colori, un fiore che nutre una farfalla, vangeli dalle immagini sublimi!
Parlare di un problema lo risove già per metà. Un buon consiglio fa il resto.
Quanto è triste vivere di certi ricordi. È come se il passato bussasse alla nostra porta. Così forte da farci provare un sussulto. Sta a noi decidere se aprire o no la porta.
I suoi occhi lanciavano sinuosi inviti, un continuo chiacchiericcio il suo non era un semplice sguardo; quel volto catturava la mia anima!