Claudio Visconti De Padua – Tristezza
Che tristezza limitarsi a leggere le carte, le mani. Nessuno impara a leggere gli occhi!
Che tristezza limitarsi a leggere le carte, le mani. Nessuno impara a leggere gli occhi!
Vago per la città, come un corpo senz’anima,con le lacrime agli occhi e senza una meta, tanto ormai una meta non c’è più.
Ho scoperto l’inutilità del mio amore. Inutile come un calzino spaiato. Inutile come una moneta fuori corso. È finita. È finita la nostra vita. È finito il tuo amore. Il mio no. È ancora qui e mi chiede ragione di esistere.
La tristezza è il risultato finale della felicità.
Le pieghe amare intorno alla bocca sono il primo segno della sconfitta.
La solitudine è ascoltare il vento e non poter raccontarlo a nessuno.
È bello sapere che chi ti ha fatto del male ora soffre come hai sofferto tu…